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Palazzo SpampattiGandino · Valle Seriana

Il borgo

Vivere a Gandino

Gandino è un borgo della Valle Seriana, in provincia di Bergamo, cresciuto per secoli sul commercio dei panni di lana. Quella storia ha lasciato un centro storico di palazzi e di chiese sproporzionato rispetto alle dimensioni dell'abitato, e un paese che oggi conta poco più di cinquemila residenti. Questa pagina raccoglie quello che serve a chi valuta di venire ad abitarci, non a chi passa per una giornata.

Dove si trova e come è fatto il paese

Gandino sta in Val Gandino, un ramo laterale che si apre sulla sinistra del Serio, nella media Valle Seriana. Il capoluogo è poco sopra i 550 metri di quota, mentre il territorio comunale sale fino ai 1.636 metri del Pizzo Formico. Le frazioni sono due, Barzizza e Cirano, abitate tutto l'anno.

Il paese occupa il fondo di una conca con la montagna a ridosso, in un tessuto continuo di comuni contigui — Leffe, Casnigo, Cazzano Sant'Andrea, Peia — che si sono sempre presentati come una valle sola e che oggi condividono buona parte dei servizi. Ci si sposta poco per l'ordinario; per il resto si scende verso il fondovalle del Serio.

I panni di lana e i palazzi che ne sono rimasti

L'attività tessile in valle risale all'XI secolo ed è documentata con continuità dal XIII. L'apice arriva fra il Seicento e l'Ottocento, quando i panni di lana prodotti qui vengono venduti in Germania, Moravia, Olanda e Inghilterra. A metà Ottocento la Val Gandino occupava nel tessile circa diecimila addetti su quindicimila abitanti: non un settore fra gli altri, ma l'economia intera.

Il colore aveva un nome proprio, lo scarlatto di Gandino, la tintura con cui nel 1860 furono realizzate le camicie garibaldine. La memoria industriale della valle è raccolta nel Museo del Tessile di Leffe, non in paese ma a pochi minuti.

Quella ricchezza mercantile è la ragione per cui un abitato di queste dimensioni ha il centro storico che ha. Le famiglie che commerciavano panni oltralpe costruirono qui le proprie residenze, e sono quelle case a formare il tessuto delle vie storiche: logge, portici rivolti a mezzogiorno, camini in arenaria, scaloni in pietra. Non un monumento isolato in un paese ordinario, ma un centro costruito per intero da una sola economia.

Il centro storico e la Basilica

Il perimetro murato del borgo fu completato nel 1415 e comprendeva otto porte. Dentro stanno il Palazzo del Vicario, oggi sede municipale, affacciato con il suo portico su piazza Vittorio Veneto, e il Palazzo della Valle, che dal Seicento fu sede del Consiglio della Comunità della Val Gandino.

La Basilica di Santa Maria Assunta è attestata dal 1180, ma l'edificio attuale nasce dalla ricostruzione avviata nel 1623 e conclusa nel 1640, con la cupola ottagonale e, dal 1657, il campanile a bulbo di gusto centroeuropeo, segno dei rapporti commerciali con il Nord Europa. Papa Pio X le concesse il titolo di basilica minore nel 1911; all'interno si conserva un ciclo di ventotto tele di Giacomo Ceruti.

Accanto alla chiesa, il Museo della Basilica è aperto dal 1929 e raccoglie arte sacra, paramenti e argenterie, una sezione di archeologia tessile e una di presepi. Per chi abita in paese è un vicino di casa: il centro storico ha una manutenzione culturale continua e un flusso di visitatori concentrato in poche settimane l'anno.

Le tradizioni e il calendario del paese

La raccolta di presepi nacque dopo un'esposizione presentata all'UNESCO a Parigi nel 1984, che riuniva opere di trentanove paesi, e da allora si è ampliata con le donazioni dei gandinesi. Si visita nella stagione invernale, nei fine settimana e nei giorni festivi. Attorno al museo si muove il resto: un presepe vivente a Cirano, una mostra nella chiesa di San Lorenzo a Barzizza, i musicisti che percorrono il centro la notte di Natale.

Il resto dell'anno ha appuntamenti fissi: la Corsa de öf, la corsa delle uova, si disputa dal 1931; la Féra dé palpacüi cade la quarta domenica di Quaresima; la processione del Corpus Domini attraversa le vie addobbate secondo un uso tramandato. Sono ricorrenze che riempiono il paese di gandinesi, non di turisti.

Anche la cucina ha una data. Un documento del 1632 attesta la coltivazione del mais a Gandino, in località Clusven, su terre della famiglia Giovanelli, mercanti di panni: è la prima coltivazione di mais in Lombardia. La varietà, il mais spinato, è iscritta all'Arca del Gusto di Slow Food, e oggi se ne produce meno di quanto il paese ne consumi.

Servizi e vita quotidiana

Sul territorio comunale sono attivi un micronido, una scuola dell'infanzia e l'Istituto Comprensivo di Gandino, che copre primaria e secondaria di primo grado. Per la scuola superiore si esce dal paese, verso il fondovalle o verso Bergamo: è il primo punto da verificare per chi si trasferisce con figli in età scolare.

Il presidio sanitario di riferimento in valle è l'Ospedale Briolini di Gazzaniga, dell'ASST Bergamo Est, con riabilitazione specialistica, poliambulatori, medicina di laboratorio e un ospedale di comunità. Non è una struttura per acuti e non ha pronto soccorso: per l'emergenza il riferimento è altrove, ed è un dato da chiarire prima di decidere.

Per il tempo libero ci sono la biblioteca civica, il Cinema Teatro Loverini con programmazione nel fine settimana e i campi sportivi comunali di Gandino e Barzizza. Gli impianti più grandi, piscina e palestra, stanno nel centro sportivo intercomunale di Casnigo, di cui il Comune è socio insieme agli altri della zona: servizi di base in paese, attrezzature pesanti condivise a pochi chilometri.

Collegamenti

L'asse stradale è la statale 671 della Val Seriana, che da Treviolo risale la valle fino a Dezzo di Scalve servendo Gazzaniga, Fiorano al Serio e Casnigo; da lì si sale a Gandino. Il trasporto pubblico su gomma è la linea S40a, che collega Albino, Gazzaniga, Fiorano al Serio, Gandino, Cazzano Sant'Andrea e Casnigo.

Albino è il capolinea della tranvia gestita da TEB, dodici chilometri e mezzo e sedici fermate fino alla stazione ferroviaria di Bergamo, in servizio dal 2009: il collegamento con il capoluogo si compone quindi di due tratte. Per l'auto verso l'aeroporto di Orio al Serio, Milano o il lago d'Iseo i tempi vanno misurati sul percorso reale e in fascia di punta, perché la valle ha traffico pendolare concentrato al mattino e alla sera.

La montagna e le stagioni

Sopra l'abitato si apre il Monte Farno, l'altopiano che è il vero spazio aperto del paese. Ci si arriva in auto salendo da Barzizza; il parcheggio è a pagamento con tagliando venduto nei negozi, e nelle giornate di maggiore afflusso l'accesso viene chiuso al bivio quando i posti finiscono. In inverno la strada può essere chiusa per neve.

A piedi si sale da Barzizza lungo il sentiero CAI 545, classificato come escursionistico, fino al Rifugio Parafulmine a 1.536 metri; più in alto sta il Pizzo Formico. Sull'altopiano ci sono un rifugio, un ristorante e un punto di ristoro agricolo. Fino al 1976 il paese era collegato al Farno da una funivia, entrata in servizio nel 1951 e poi smantellata.

Le stagioni si sentono. D'estate l'altopiano è pascolo e percorso per mountain bike, e dal Farno si decolla in parapendio; d'inverno si va con gli sci da fondo e con le ciaspole. Chi arriva dalla pianura metta in conto che la quota e le giornate corte cambiano il ritmo della settimana: conviene valutarlo di persona e fuori stagione.

Il palazzo è nel centro del borgo

Palazzo Spampatti si trova nel centro storico di Gandino: tutto quello che si è letto qui sopra è a distanza di passeggiata. Guardi le unità in vendita oppure fissi una visita.